Un groviglio di significanti (11/28)

Tempo uno. Una percezione di uno stimolo proveniente dall’ambiente esterno lascia una traccia, un segno della percezione, un significante.

Tempo due. Una nuova percezione può lasciare un’altra traccia, cioè un altro segno della percezione, cioè un altro significante.

Abbiamo dunque due tracce, che possiamo definire primarie, tracce che possono associarsi tra loro.

Da tale associazione può originarsi una nuova traccia, una terza, che sarà un significante nuovo.

Una certa altra percezione lascerà una certa altra traccia o significante.

Quindi, percezione = significato, traccia = significante.

Una percezione è il significato a cui rimanda un significante, un significato che sappiamo essere per sempre perduto.

Il susseguirsi delle percezioni imprimerà continuamente tracce in noi.

Tra i vari significanti si possono creare dei collegamenti, collegamenti che diventeranno significanti ancor più lontani dal significato originario (dalla percezione che ha generato la traccia). Questa nuova traccia formatasi dal legame tra le due tracce iniziali non è più riconducibile alla percezione iniziale (il “vero” significato).

Avviene cioè una trascrizione, che genera un nuovo significante, originatosi a partire dai due significanti iniziali, che ha perso il rapporto diretto che aveva con quel significato riconducibile alla realtà esterna (la percezione).

Ciò premesso, una data percezione, lascia una data traccia che può essere associata ad un certo stato somatico.

Per esempio la percezione P che lascia la traccia T è associata a uno stato somatico S.

La traccia T si associa ad altre tracce. Tali associazioni formano nuove tracce che generano una nuova traccia Tn, ossia un significante che ha perso ogni sorta di relazione con il significato iniziale.

Di conseguenza lo stato somatico S, associato alla traccia T, si trova ora associato alle tracce di nuova formazione (Tn).

La traccia T diventa TS che entra a far parte del inconscio. O meglio, T viene rimossa S no. Sappiamo che uno stato somatico S non viene rimosso, produce i suoi effetti anche se T è rimosso. Tuttavia T e S viaggiano in insieme. T è invisibile, S si fa sentire.

Lo stato somatico “marca” le tracce inconsce.

Tali processi fanno sì che lo stato somatico faccia da marcatore grazie alle innumerevoli associazioni.

Lo stato somatico resta agganciato ad uno di quei significanti divenuti inconsci, cioè lo stato somatico è associato, ad un certo punto della catena significante, ad una traccia (ovvero a un significante) che non è più direttamente collegato con la traccia lasciata da quella determinata percezione esperita dalla realtà esterna, di quel irripetibile momento, associato a quel certo stato somatico.

Un certo stato somatico Sn può associarsi ad una certa traccia originaria conscia T e ciò può dare luogo ad una vera e propria marcatura somatica di quella traccia primaria.

Tale marcatura attraversa tutta la catena significante, per ritrovarsi associata ad una certa traccia inconscia (TSn) prodottasi dalle successive trascrizioni ed associazioni.

Questo processo avviene per stratificazioni continue creando un groviglio di significanti.