Introduzione alla psicoanalisi (1915-17): lezione 19 e 23

Lezione 19: Resistenza e rimozione (8:447-61)

Lo psicoanalista incontra lungo il suo trattamento una tenace e violenta resistenza da parte del paziente. Il metodo psicoanalitico chiede al soggetto di mettersi in uno stato di tranquilla autosservazione e di parlare di tutte le percezioni interiori che spontaneamente gli sovvengono e nella successione in cui spontaneamente le sente affiorare. Raramente un paziente non mette in atto il tentativo di trattenere per sé un qualche  argomento o settore della sua vita psichica per impedirne l’accesso alla cura. In alcuni la resistenza è intellettuale. Il paziente è in grado anche di creare resistenze la cui risoluzione rappresenta uno dei compiti tecnici più complessi. Al contrario di ricordare, reitera atteggiamenti e impulsi emotivi riferiti alla sua vita passata che, nel processo di traslazione, finiscono per diventare delle vere e proprie resistenze al medico o alla cura. Un uomo, usualmente attinge questo materiale dai rapporti con suo padre, che viene sostituito dalla figura dello psicoanalista. Il processo patogeno alla base della resistenza è denominato rimozione: è la condizione fondamentale per la formazione del sintomo. Il sintomo sostituisce qualcosa di inaccessibile a causa dalla rimozione. I sintomi nevrotici sostituiscono soddisfacimenti sessuali mancati.

Lezione 23: Le vie per la formazione dei sintomi (8:514-31)

Il danno principale prodotto dalle malattie psichiche sta, da un lato, nella dissipazione di energia psichica che essi comportano e dall’altro nel dispendio ulteriore per poterli combattere. I sintomi nevrotici sorgono da un conflitto che emerge in riferimento ad una nuova modalità di soddisfacimento libidico. La via che conduce alla perversione si dissocia nettamente da quella che porta alla nevrosi. Il rifugio nel conflitto della libido è possibile grazie alla presenza di fissazioni. L’investimento regressivo di queste fissazioni consente di aggirare la rimozione e aprire la porta ad una scarica della libido in cui comunque non si va aldilà delle condizioni di un compromesso. La libido trova le fissazioni nelle azioni e nelle esperienze della sessualità infantile, negli oggetti dell’infanzia a cui si è rinunciato e nelle tendenze parziali abbandonate, di cui si necessita per aprirsi il varco tra le rimozioni. I sintomi sostituiscono il soddisfacimento frustrato attraverso la regressione della libido a epoche antecedenti. Tra gli accadimenti che continuamente ricorrono quasi sempre nelle storie giovanili dei nevrotici, incontriamo l’osservazione del rapporto sessuale tra i genitori, la seduzione da parte di un adulto e la minaccia di evirazione. L’arretramento della libido sul versante della fantasia rappresenta una tappa intermedia nella via verso la costruzione dei sintomi, che sarà denominata da Jung con il termine “introversione”.

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Cfr. S. Freud, Introduzione alla psicoanalisi e altri scritti 1915-1917, Opere di S. Freud, Vol. 8, Torino, Bollati Boringhieri, 2002.