Alcol e altre sostanze (1)

L’interazione alcool/sostanze d’abuso, legali e/o illegali, rappresenta da sempre un problema sia psichiatrico che medico spesso sottostimato nella pratica clinica. La complessità del problema è data non solo dalla elevata frequenza con cui tale interazione può accadere, ma anche dalla enorme variabilità delle modalità del “contesto” in cui tali  interazioni  avvengono. Dal punto di vista epidemiologico è utile ricordare che nel nostro paese circa il 72 % della popolazione sopra i 14 anni fa uso di bevande alcoliche[i]. Per correttezza metodologica è importante sottolineare quelli che sono gli aspetti più strettamente biologici dell’interazione alcool-sostanze d’abuso da quelli propriamente antropologico-culturali, sociali e comportamentali. Nel primo caso è giusto parlare di alcool come sostanza farmacologicamente attiva, nel secondo caso è più corretto riferirsi al termine “bevande alcoliche” sottolineando con questo il valore simbolico e culturale che ogni individuo e/o collettività gli attribuisce. L’aspetto simbolico oltre a quello antropologico culturale gioca un ruolo importante nel determinare, unitariamente ai fattori propriamente individuale, le modalità di rapporto con l’alcool, specie nello sviluppo dell’abuso e della dipendenza.

In tal senso le modalità di assunzione delle bevande alcoliche, la loro diffusione nelle diverse fasce della popolazione hanno subito negli ultimi anni profonde modificazioni, incidendo in maniera molto determinante nei fenomeni di abuso e di dipendenza. Sono cambiati i comportamenti, la diffusione delle bevande, i consumi e soprattutto, in termini sociali, le fasce a rischio di abuso e di dipendenza[ii].

L’epidemiologia dell’uso e dell’abuso di alcool ha ormai definito delle categorie in base alla quantità/frequenza e modalità e conseguenze dell’assunzione di bevande alcoliche. Senza entrare troppo nei dettagli si possono schematizzare tre tipologie di consumatore di bevande alcoliche:

1)      I bevitore adeguato

2)      Il bevitore inadeguato

3)      Sindrome di dipendenza alcolica

L’eccedenza occasionale unitamente al consumo occasionale di sostanze psicotrope, molto frequente nella popolazione giovanile, porta ad un’alta incidenza di quadri tossici acuti e a gravi rischi sociali (incidenti stradali ecc. ). Diversa è la situazione del bevitore inadeguato, in cui l’eccedenza alcolica è continuata e le cui conseguenze comportamentali ed organiche sono ormai strutturate, dove l’uso occasionali o continuato di sostanze psicotrope può portare a quadri acuti di intossicazione, ma più frequentemente le conseguenze sono a livello di performance comportamentali e incidono in maniera più continuativa nella già precaria qualità di vita del soggetto.


[i] Gli italiani e l’alcool. Osservatorio Permanente sui giovani e l’alcool (a cura di), Quaderno n°11, Vignola ed., Roma, 1998

[ii] Dalla prevenzione locale agli orientamenti comunitari. Osservatori Permanente sui giovani e l’alcool (a cura di), Quaderni n° 10, Logica, Roma, 1997