Super-Io (2)

Il Super-Io si forma con la conclusione del complesso edipico. La rinuncia all’appagamento dei propri desideri edipici vietati, fa convergere l’investimento nei genitori e verso le identificazioni con i genitori, aprendo le porta all’interiorizzazione del divieto. Tuttavia, alla formazione del Super-Io, contribuiscono anche le richieste sociali e culturali: religione, moralità, educazione. “[…] L’insediamento del Super-Io può essere descritto come un caso ben riuscito di identificazione con l’istanza parentale”[1]. Dove però, l’istanza parentale, non va intesa come una identificazione con delle persone reali, “[…] il Super-io del bambino non viene costruito secondo il modello dei genitori, ma su quello del loro Super-Io; si riempie dello stesso contenuto, diventa il veicolo della tradizione, di tutti i giudizi di valore imperituri che per questa via si sono trasmessi di generazione in generazione”[2].

Altri autori hanno sostenuto l’esistenza di un Super-Io precoce. In questo caso l’interiorizzazione dei divieti avverrebbe molto prima dell’Edipo. Per Melanie Klein  il Super-Io si forma attraverso l’introiezione degli oggetti “buoni” e quelli “cattivi”, Super-Io che diventa molto crudele nel punto massimo del sadismo infantile.

Il Super-Io è molto lontano dalla proibizione e dal divieto o dalla severità imposta dai genitori o altri educatori, al punto che l’inflessibilità del Super-io, sia essa forte, sia essa debole, può essere molto diversa dal quella dei genitori reali.


[1] S. Freud, L’uomo Mosè e la religione monoteistica e altri scritti 1930-1938, OSF, Torino, Bollati Boringhieri, 2003, vol. 11, p. 235

[2] op. cit., p. 179