L’ideale dell’io (2)

L’ideale collettivo si origina proprio dal congiungersi degli ideali dell’io individuali. “[…] un certo numero di individui […] hanno messo un unico medesimo oggetto a posto del loro ideale dell’Io e […] pertanto si sono identificati gli uni con gli altri nel loro Io”[1].

In questi individui, identificati con varie figure sociali (genitori, professori, educatori …), si sedimenta un certo numero di ideali collettivi “Ogni singolo è un elemento costitutivo di molte masse, è – tramite l’identificazione – soggetto a legami multilaterali e ha edificato il proprio ideale dell’Io in base ai modelli più diversi”[2].

Il termine Super-Io appare per la prima volta in L’Io e l’Es ed è praticamente considerato omologo dell’Ideale dell’Io. È un’istanza psichica costruitasi a partire dall’identificazione con i genitori, dopo la conclusione dell’Edipo; essa raccoglie le funzioni di divieto e di ideale. Il rapporto del Super-Io “[…] con l’Io non si esaurisce nella ammonizione: ‘ Così (come il padre) devi essere’, ma contiene anche il divieto: ‘ Così (come il padre) non ti è permesso essere, ciò significa che non puoi fare tutto ciò che egli fa: alcune cose rimangano una sua prerogativa’ ”[3].

Nel 1933 Freud concepisce il Super-Io come struttura d’insieme caratterizzata da tre funzioni, “l’autoosservazione, la coscienza morale e la funzione di ideale”[4], sottolineando le differenze tra senso di colpa e senso di inferiorità, entrambi effetti di una tensione tra Io e Super-Io, seppure il senso di colpa si rapporta con la coscienza morale e il senso d’inferiorità con l’Ideale dell’Io che è oggetto d’amore e per questo non è temuto. Infatti, mentre l’Io obbedisce al Super-Io, perché intimorito dalla punizione, segue l’Ideale dell’Io per amore, in quanto quest’ultimo è costruito a partire dall’immagine degli oggetti amati; invece, il Super-Io, incarnerebbe l’immagine dei personaggi temuti. Alcuni autori sottolineano la profusione dei due aspetti (amore/punizione), dove il Super-Io rappresenta l’autorità punitiva e l’Ideale dell’Io il modello che il soggetto deve perseguire per rispondere alle pretese dell’autorità.


[1] S. Freud, L’Io e l’Es e altri scritti 1917-1923, Torino, OSF, Bollati Boringhieri, 2000, vol. 9, p. 304

[2] op. cit., p. 316

[3] op. cit., p. 496

[4] S. Freud, L’uomo Mosè e la religione monoteistica e altri scritti 1930-1938, Torino, Bollati Boringhieri, 2003,  vol. 11, 179