Isteria

Relazione sui miei viaggi di studio a Parigi e a Berlino

1896, 15-21
Nel presentare la richiesta di una borsa di studio per l’anno 1885-86, Freud aveva espresso l’intenzione di recarsi a Parigi presso l’Ospedale della Salpêtrière per proseguire i suoi studi di neuropatologia. La Salpêtrière, ex sede di un vecchio arsenale, era stata trasformata in un ospizio per donne anziane, e molte delle cinquemila ricoverate soffrivano di malattie nervose croniche. In un reparto clinico speciale si accoglievano anche malati di nervi di sesso maschile. Nelle sue ricerche sull’isteria Charcot, cattedratico di neuropatologia in quell’ospedale, aveva affrontato lo studio dell’isteria partendo dai casi più conclamati. Aveva cominciato col ridurre alle sue giuste proporzioni la connessione della nevrosi con il sistema genitale, dimostrando la frequenza, fino allora insospettata, di casi di isteria maschile e di isteria traumatica. In questi casi tipici aveva poi riscontrato una serie di sintomi somatici che permettevano di stabilire la diagnosi di isteria sulla base di sicuri contrassegni clinici. Con lo studio scientifico dell’ipnotismo (un campo della neuropatologia che doveva essere strappato da un lato allo scetticismo, dall’altro alla frode) Charcot era giunto a formulare una teoria della sintomatologia isterica. Il suo lavoro aveva permesso di individuare l’isteria all’interno delle nevrosi, differenziandola da altri quadri morbosi dall’apparenza simile. Quanto al soggiorno a Berlino, Freud riferisce di aver avuto ampia possibilità di visitare bambini affetti da malattie nervose presso vari ambulatori.

Prefazione alla traduzione delle “Lezioni sulle malattie del sistema nervoso” di J.-M. Charcot

1896, 19-21
A cominciare dall’inverno 1885 Charcot si era distolto dallo studio delle malattie nervose determinate da un’alterazione organica per dedicarsi esclusivamente alle ricerche sulle nevrosi e in particolare sull’isteria. Aveva poi dato a Freud il permesso di tradurre in tedesco le lezioni in cui aveva presentato le sue nuove teorie. La parte principale del volume era costituita dalle magistrali e fondamentali lezioni sull’isteria, dalle quali, afferma Freud nella sua prefazione, i medici potevano attendersi, assieme all’autore, l’avvento di una nuova epoca nella valutazione della nevrosi, fino ad allora poco conosciuta e quindi aspramente calunniata.

Osservazione di un caso grave di emianestesia in un paziente isterico

1896, 25-32
Un giovane di ventinove anni, incisore, di buona intelligenza, si offre spontaneamente all’esame di Freud nella speranza di una pronta guarigione. Il paziente aveva avuto uno sviluppo infantile normale. A otto anni aveva subìto un incidente stradale che gli aveva lasciato disturbi uditivi cronici all’orecchio destro. La sua malattia risaliva a tre anni prima della visita. A quel tempo aveva avuto una lite con il fratello scapestrato, che si era rifiutato di restituirgli una somma di denaro e aveva poi minacciato di ucciderlo, scagliandoglisi contro con un coltello. Questo fatto aveva gettato il paziente in uno stato di indescrivibile angoscia: si era precipitato a casa, rimanendo di fronte alla porta per due ore, privo di sensi e in preda a scosse violente, senza rendersi poi conto, una volta tornato in sé, di come fosse arrivato fin là. Gli pareva di avere una sensibilità mutata nella parte sinistra del corpo, e gli occhi si stancavano facilmente sul lavoro. Le sue condizioni erano rimaste stazionarie, pur con qualche oscillazione, per circa tre anni, finché sette settimane prima aveva avuto un peggioramento provocato da una nuova agitazione: accusato di furto da una donna, aveva avuto violente palpitazioni, e per quattordici giorni era stato talmente depresso da pensare al suicidio; al tempo stesso, era stato colto da un tremore abbastanza intenso alle estremità sinistre. Al momento della visita solo l’udito appare risparmiato dall’emianestesia sinistra, mentre è riscontrabile una totale anestesia soprattutto al braccio sinistro, al tronco e alle estremità; i riflessi sono più vivaci del normale e pochissimo concordanti tra loro. Conformemente al quadro dell’emianestesia isterica, il paziente mostra zone dolenti spontaneamente e su stimolazione nelle parti altrimenti insensibili del corpo (le cosiddette “zone isterogene”), anche se in questo caso non c’è un marcato rapporto fra esse e la provocazione degli attacchi. Anche la parte destra del corpo non è esente da anestesia, sebbene questa sia di grado lieve e sembri coinvolgere solo la cute.

Due brevi recensioni
1887, 37-38
La condizione patologica del sistema nervoso che va sotto il nome di nevrastenia deve essere considerata, secondo il giudizio di Freud espresso nella sua recensione allo scritto La nevrastenia acuta di H. Averbeck, la malattia più frequente: nei malati delle classi sociali più elevate, essa complica e rende più gravi gli altri quadri patologici, ed è ancora ignota a molti medici scientificamente ben preparati o viene da essi considerata una denominazione moderna dal contenuto composito e arbitrario. La nevrastenia non è un quadro clinico nel senso dei manuali fondati troppo esclusivamente sull’anatomia patologica: è da considerarsi piuttosto come una forma di reazione del sistema nervoso. Nella recensione alla traduzione di Grasso e sangue di S. W. Mitchell, Freud ricorda come il metodo terapeutico del medico di Filadelfia sia stato raccomandato in Germania da R. Burkart e come l’anno prima (1886) abbia trovato pieno riconoscimento in una conferenza di E. von Leyden. Il metodo è riuscito a vincere forme gravi e durature di esaurimento nervoso, mediante una combinazione di riposo, isolamento, supernutrizione, massaggi e cure elettriche accuratamente regolate.

Isteria

1888, 43-62
Il termine “isteria” risale ai tempi più antichi della medicina, ed è derivato dal pregiudizio che collega le nevrosi a malattie dell’apparato genitale femminile. L’isteria è una nevrosi nel senso più stretto del termine; si differenzia radicalmente dalla nevrastenia e anzi, a rigore, è proprio il suo contrario. La sintomatologia della “grande isteria” comprende una serie di sintomi tra i quali: accessi convulsivi, zone isterogene, disturbi della sensibilità, disturbi dell’attività sensoriale, paralisi e contratture. La sintomatologia isterica ha un certo numero di caratteristiche generali. Le manifestazioni isteriche sono di preferenza caratterizzate dal fatto di essere eccessive. D’altra parte, però, ogni singolo sintomo può presentarsi isolato: le anestesie e le paralisi non sono accompagnate dai fenomeni generali che, nelle lesioni organiche, testimoniano un’affezione cerebrale e che di solito, per la loro importanza, eclissano i sintomi locali. È caratteristico dell’isteria il fatto che un disturbo possa essere al tempo stesso estremamente intenso e molto nettamente delimitato. Inoltre, i sintomi isterici sono mobili, tanto da far escludere ogni sospetto di lesione organica. Accanto ai sintomi somatici, nelI’isteria si possono osservare una serie di disturbi psichici: si riscontrano alterazioni nel corso e nell’associazione delle idee, inibizioni dell’attività volitiva, intensificazione e soppressione di sentimenti ecc. L’isteria rappresenta un’anomalia costituzionale, piuttosto che una malattia ben circoscritta. I suoi segni iniziali compaiono probabilmente nella prima giovinezza. L’isteria può combinarsi con molte altre malattie nervose, nevrotiche o organiche, e l’analisi di questi casi comporta grandi difficoltà. Dal punto di vista della terapia, bisogna distinguere tre compiti: il trattamento della disposizione isterica, degli attacchi isterici e dei singoli sintomi isterici.

Estratti da Opere di Sigmund Freud (OSF) Vol 1. Studi sull’isteria e altri scritti 1886-1895, Torino, Bollati Boringhieri, 2003.