Dall’interno del corpo (15/17)

Lasciamo parlare Freud: «Una pulsione si differenzia da uno stimolo per il fatto che trae origini da fonti di stimolazione interne al corpo, agisce come una forza costante e la persona non le si può sottrarre con la fuga, come può fare di fronte allo stimolo esterno. Nella pulsione si possono distinguere: fonte, oggetto e meta. La fonte è uno stato di eccitamento nel corpo, la meta l’eliminazione di tale eccitamento; lungo il percorso dalla fonte alla meta la pulsione diviene psichicamente attiva»[i].

Ancora Freud: «la pulsione ci appare come un concetto limite tra lo psichico e il somatico, come il rappresentante psichico degli stimoli che traggono origine dall’interno del corpo e pervengono alla psiche, come una misura delle operazioni che vengono richieste alla sfera psichica in forza della sua connessione con quella corporea»[ii].

Per Lacan il significante entra nel corpo rendendolo sostanza godente.

Il significante produce effetti di scrittura sulla superficie del corpo.

Il significante può farsi strumento, mezzo di godimento nel corpo vivente.

Il linguaggio divide il corpo dal soggetto.

Il corpo non esiste prima del linguaggio, il corpo deve costituirsi, esso è effetto della parola.

Affinché ci si riconosca in un corpo unitario è necessaria l’identificazione con l’immagine di un altro che è lì riflesso nello specchio. Ma ciò è condizione necessaria ma non sufficiente. L’identificazione immaginaria è possibile solo se si accede alla struttura del linguaggio, ovvero al simbolico.

La formazione dell’immagine unitaria del corpo è l’effetto dell’azione del simbolico.

L’Io prende consistenza proprio grazie alla formazione dell’immagine del corpo.

L’Io è un’entità corporea, è il luogo sul quale si proiettano le sensazioni che sorgono sulla superficie del corpo.[iii]

Per Freud l’Io è un Io-corpo[iv].

Il corpo in quanto immagine è una forma completa, senza crepe, perché essa è una rappresentazione unitaria allo specchio.[v]


[i] Freud S. Introduzione alla psicoanalisi, OSF, Vol. 11, p. 205.

[ii] Freud S., Pulsioni e loro destini, OSF, vol. 8, p. 17.

[iii] Cfr., Freud, L’Io e l’Es, OSF, vol. 9, p. 488-480.

[iv] Ivi, p. 490.

[v] «[…] non sappiamo che cos’è un essere vivente, sappiamo soltanto che un corpo è qualcosa che si gode». Lacan J., Il seminario, Libro X, Ancora (1972-73), Torino, Einaudi,