Tromperie

Nel Seminario XI Lacan parla di tromperie, inganno. È in dialogo con Cartesio che introduce il Dio ingannatore. Da qui Lacan declina questa dimensione dell’inganno. Lo psicoanalista è dalla parte dell’ingannato. “Perché temevo che dicendo questa cosa l’avrebbe depistata…” dice un paziente. Nel tentativo di non depistarci il paziente non fa altro che depistarci. Il depistamento che il paziente opera è rispetto alla regola fondamentale della psicoanalisi: dire liberamente tutto ciò che passa per la mente.

L’inganno del transfert se lo prendiamo da un certo punto di vista è un errore. Lo psicoanalista sta al posto di una figura importante per il paziente e tutti gli impulsi che egli rivolge a questa persona lo colpiscono. Nel Seminario XI abbiamo una lettura diversa del transfert: il transfert è relativo al qui e ora. C’è qualcosa nel transfert che non è ripetizione. Il transfert è concepito come inganno che mette in luce l’inganno dell’amore, mette in luce la sua purezza.