Individuare le credenze irrazionali – Rational emotive behavior therapy (REBT) [6]

Le credenze irrazionali non sono facili da intercettare essendo sostanzialmente alimentate da pensieri automatici diventati tali dopo esser stati ripetuti nel tempo, pensieri che si reggono su premesse implicite, solo parzialmente coscienti, ripetute costantemente e con rapidità. Vygotskij e Lurija[1] a tal proposito hanno parlato di sviluppo del monologo interiore negli infanti, riferendosi alle istruzioni verbali che sono fornite dagli altri, istruzioni che poi sarà il bambino stesso ad autopropinarsi per il resto della vita, è così che le istruzioni verbali ricevute dagli altri vengono interiorizzate, diventando poco alla volta inconsci (nel senso di banditi dalla consapevolezza) non tanto perché sottoposti a censura ma perché divenuti automatici[2].

Il terapeuta REBT chiede spesso cosa il paziente pensava (B) quando si sente o si sentiva angosciato (C) indipendentemente da quello che stava succedendo o aveva inferito (A). Quindi, se il soggetto si lamenta per qualche ingiustizia subita dalla madre, dalla moglie o dal datore di lavoro si punta a far emergere la credenza irrazionale che implica sempre o una valutazione (“è terribile”, “non riuscirò a sopportarlo”, “non valgo niente”, “non vale niente”) e, soprattutto, una pretesa (“deve essere così”, “non deve essere così”).

Secondo la prospettiva della REBT il terapeuta può conoscere, a partire dall’emozione disfunzionale che esprime il soggetto, la credenza irrazionale sottostante. Qui di seguito riporto, a partire dal disturbo emotivo principale, le ipotetiche credenze irrazionali sottostanti[3]:

Ansia: Inferenza: “Potrebbe accadere qualcosa di brutto”. Pretesa: “Non deve accadere” (come se fosse possibile controllare o impedire che le cose negative accadano). Valutazione “Non lo sopporterei/sarebbe terribile/sarei un fallito” (come se fosse possibile prevedere il futuro).

In formula ben formulata[4]: ∀x {Fx → [□¬(Fx ∧ Bx)] ∧ ◇ [(Cx ∧ Ix)]} (Non deve accadere qualcosa di brutto ed è possibile controllare o impedire che accada); ∃x ◇ (Fx ∧ Bx) (Potrebbe accadere qualcosa di brutto); ∀x {[(Fx ∧ Bx) → ◇ (Px)] ∧ [¬◇¬ (¬Sx ∧ Tx)]} (È possibile prevedere i fatti del futuro, e, se il fatto fosse brutto, non lo sopporterei, sarebbe terribile);

Depressione: Inferenza: “ho fallito, ho una serie di difetti o di limiti”. Pretesa: “dovrei essere perfetto e non commettere errori o avere questi difetti”. Valutazione: “sono una persona indegna e non merito niente di buono”, “è terribile non avere ciò di cui si ho bisogno”. Inferenza: “sono stato ostacolato dall’ottenere ciò che voglio”; Pretesa: “Devo averlo”; Valutazione: “non posso sopportare di non averlo/per me è finita/non valgo niente come persona”, “sono di fronte a qualcosa di terribile”. Inferenza: le disgrazie si abbattono sulle persone che non se lo meritano; Pretesa: “non dovrebbero accadere queste cose alle persone che non se lo meritano”; Valutazione: “il mondo è un posto terribile se accadono queste orribili disgrazie e sofferenze.

In formula ben formulata: ∀x (Ix → □ (Px ∧ ¬ Ex) (Io devo essere perfetto e non commettere errori);∃x (Ix ∧◇ (Fx ∧ Dx ∨ Lx)) (Io ho fallito, ho una serie di difetti o di limiti); ∀x (Ix → (Nx ∧ ¬Mx)) (Io sono una persona indegna e non merito niente di buono); ∃x (Ix ∧ Ox ∧ □ Ax) (sono stato ostacolato dall’ottenere ciò che voglio e devo averlo); {∀x [ Vx → □ (Ax) ]} | {∀x [Ix →¬◇ (¬ Ax ∧ Sx)] ∧ [(Ix) → (Fx ∧ ¬ Nx)]} (non posso “sopportare di non avere” (S) ciò che voglio (v), per me è finita e non valgo niente); ∀x [(Dx → □ Ax)] ∧ [(Dx → □ ¬ Ax)] (le disgrazie si abbattono sulle persone che non se lo meritano e non devono accadere queste disgrazie alle persone che non se lo meritano); ∀x [◇ (Dx)] → [∀x (Mx → Ox ∧ Tx)] (il mondo è un posto terribile se accadono queste orribili disgrazie); ∀x (x ≠ m → Fx ) ∧ ¬ Fm (tutti sono felici, tranne me che non lo sono); (tutti sono felici tranne me)∀x (¬Fx → Ix).

Senso di colpa: Inferenza: “ho violato il mio codice morale”; Pretesa “devo sempre rispettare il mio codice morale”; Valutazione: “sono consapevole e vado condannato per aver violato il mio codice morale”.

In formula ben formulata: ∃x (Ix ∧ Vx) (ho violato il mio codice morale); ∀x (Ix → □ Rx) ∧ (Vx → □ Px) (devo sempre rispettare il mio codice morale e se non lo rispetto devo essere punito).

Vergogna: Inferenza: “ho violato un codice morale e la gente lo sa o lo verrà a sapere/sarò giudicato negativamente e condannato o escluso a causa della mia trasgressione”; Pretesa: “non avrei dovuto violare le regole o dovrebbero accettarmi nonostante la mia trasgressione”; Valutazione: “gli altri hanno ragione. Sono una persona da condannare; o non sopporto l’idea di essere condannato, escluso o emarginato dagli altri ed è terribile che ciò accada”; Valutazione: “Gli altri hanno ragione. Sono una persona da disprezzare e condannare”.

In formula ben formulata: ∀x [(Ix ∧ Vx ∧ Sx) → (Gx ∧ Cx ∧ Ex)] ∧ ∀x [(Ax ∧ Rx)] (ho violato un codice morale e sono stato scoperto, sarò giudicato negativamente e condannato o escluso a causa della mia trasgressione e gli altri hanno ragione); ∀x [Ix → □ (¬Vx ∨ □ Ax)] (non avrei dovuto violare le regole o dovrebbero accettarmi nonostante la mia trasgressione); ∀x [Ix ∧ Cx → □ ¬ (¬Sx)] ∧ ∀x (Cx → □ Tx) (non sopporto l’idea di essere condannato, escluso o emarginato dagli altri ed è terribile).

Rabbia disfunzionale: Inferenza: “qualcuno si è comportato male o ha violato le mie regole”; Pretesa “devono comportarsi come dico io”; Valutazione: “sono dei miserabili e devono pagare per quello che hanno fatto.”. Inferenza” qualcuno non mi ha trattato con il rispetto o l’ammirazione che merito; Pretesa: “mi devono trattare con il rispetto e l’ammirazione che merito”; Valutazione: “non possono sopportare di essere trattato in questo modo/gli altri vanno condannati per questo”; Inferenza: “qualcuno mi critica e pensa che ho commesso un errore”; Pretesa: “non devono pensare questo. Devono dire che sono perfetto”; Valutazione “non posso pensare che gli altri pensino che io sia imperfetto. Se lo pensano sono da disprezzare”.

In formula ben formulata: ∀x (Ax → Dx) (devono comportarsi come dico io (rispetto, ammirazione, fedeltà…) ); {∀x [(Ax ∧ Vx) → (Cx ∧ Dx)]} ∧ {∀x [(Ix → □¬ (¬Sx)]} (qualcuno ha violato le mie regole allora non posso sopportarlo e gli altri vanno condannati per questo e sono da disprezzare)

Gelosia patologica: Inferenza: “il mio partner mostra interesse per un altro/a potenziale amante. Potrebbe lasciarmi per lui-lei”; Pretesa: “il mio partner non deve lasciarmi. Deve essere mio/a”; Derivato: “non posso sopportare di vivere senza il mio amore/sarei un fallito…”; Inferenza: “quella persona è interessata a portarmi via il mio amore e potrebbe riuscirci”; Pretesa: “non deve fare questo e il mio partner non deve cedere alle avances; il terzo incomodo è una persona da disprezzare che merita di essere punita, stessa cosa per il mio partner”.

In formula ben formulata: {∀x [Px → (◇Ix ∧ Dx)]} ∧ {∀x [Ax→ (Vx ∧ ◇Rx ∧ Dx ∧ Nx)]} (È possibile che il mio partner mostri interesse per un altro/a potenziale amante, persona che è interessata a portarmi via il mio amore e potrebbe riuscirci, il terzo incomodo è una persona da disprezzare che merita di essere punita, stessa cosa per il mio partner); [∀x (Ax → □¬Ix) ∧ ∀x (Px →□ ¬Cx)] ∧ [∀x (Ix → ◇ Lx)] (l’amante non deve fare questo e il mio partner non deve cedere alle avances, potrebbe lasciarmi per lui-lei (“potrebbe non restare con me) ); ∀x (Px → □¬Lx) ∧ [∀x (Ix → ¬◇ Sx)] (il mio partner non deve lasciarmi, deve essere mio/a e non posso sopportare di vivere senza il mio amore).

Invidia patologica: Inferenza: “qualcuno ha qualcosa di molto desiderabile che potrebbe tornarmi utile”; Pretesa: “devo avere quello che possiede quella persona, me lo merito”; Valutazione: “quella persona non vale niente, non posso sopportare di non avere quella cosa”.

In formula ben formulata: [∃x (Px ∧ Gx)] ∧ [(Px ∧ Gx)=A)] ∧ [∀x (Ix → □ Ax)] ∧ [∀x (Ix → ¬◇ (¬Ax ∧ Sx)] (un’altra persona possiede e gode di qualcosa che vorrei avere io, devo avere quello che possiede quella persona, me lo merito; non posso sopportare che quella persona abbia quella cosa e io no).

Senso di offesa: Inferenza: “qualcuno mi ha fatto male e mi ha fatto torto”; Pretesa: “non dovrebbero trattarmi male e farmi torno”; Valutazione: “non sopporto di essere trattato così, l’altro va condannato per avermi trattato così; Inferenza: “gli altri non si interessano a me, non mi capiscono o non mi dedicano sufficienti attenzioni”; Pretesa: “gli altri devono interessarsi a me, capirmi e prestarmi le dovute attenzioni”; Valutazione: “non sopporto di non ricevere le giuste attenzioni o di non essere capito. Gli altri vanno condannati per questo. Se ciò accade significa che c’è qualcosa che non va in me”.

In formula ben formulata: ∃x (Tx ∧ Mx) ∧ □ ¬ (Tx ∧ Mx) ∧  ∀x (Ix → ¬◇ Sx) (qualcuno mi ha fatto male e mi ha fatto torto, non dovrebbero trattarmi male e farmi torto, non sopporto di essere trattato così, l’altro va condannato per avermi trattato così);[∀x (Ax→¬(Ix ∧ Cx ∧ Dx) ∧  □ (Ix ∧ Cx ∧ Dx)] ∧ [∀x (Mx→¬◇ (Sx)] (gli altri non si interessano a me, non mi capiscono o non mi dedicano sufficienti attenzioni, gli altri devono interessarsi a me, capirmi e prestarmi le dovute attenzioni, non sopporto di non ricevere le giuste attenzioni o di non essere capito); [∀x (Ax→¬(Ix ∧ Cx ∧ Dx) ∧  Dx (Gli altri vanno condannati per questo).

Conclusioni

È importante sottolineare che assodata la necessità di identificare, porre l’accento sulle inferenze (A) e le credenze irrazionali (B) alla base della sofferenza psichica (C), l’asse portante della REBT è la modificazione delle credenze irrazionali attraverso la disputa (D) che consiste in una vera e propria discussione delle credenze irrazionali che può avvenire secondo diverse tecniche che puntano ad vero e proprio “insegnamento” di nuove credenze razionali (E). Alcuni studi[5] dimostrerebbero che aggiungere alla disputa l’insegnamento di modi di pensare alternativi si dimostra più efficace nei risultati.

In estrema sintesi, le strategie per modificare le credenze irrazionali possono essere suddivise in:

– identificazione dell’ABC e messa in discussione della credenza irrazionale alla base mediante una serie di argomentazioni;

– insegnamento della distinzione tra credenze razionali e irrazionali con conseguente disputa e confutazione delle credenze irrazionali e rinforzo delle credenze razionali alternative;

– insegnare la distinzione tra credenza irrazionale e quella razione affinché si apprenda e si metta in pratica quella razionale.

L’intervento del terapeuta REBT si declina concretamente nella disputa che può seguire diverse strategie: logica, empirica, funzionale/euristica/pragmatica. Ognuna di queste strategie può essere realizzata secondo diversi stili: didattico, socratico, metaforico, umoristico.

La strategia logica punta a far emergere l’illogicità delle credenze irrazionali, quella empirica punta a evidenziare la mancanza di evidenze, di prove alla base delle credenze irrazionali e la strategia funzionale/euristica/pragmatica punta a far emergere la mancanza di vantaggi a perseverare quella credenza irrazionale.

Ecco una sintesi schematica del modello di intervento ABC della REBT:

ABCDEF
Evento/i attivante/i Realtà confermabile; Realtà percepita; Realtà inferita (conclusione)  Credenze Pretese; Terribilizzazione; Intolleranza alla frustrazione; Autosvalutazione/svalutazione degli altri e/o della vita;  Emozioni/comportamenti Ansia/Paura; Vergogna/imbarazzo; Rabbia patologica; Depressione; Senso di offesa; Senso di colpa; Gelosia; Invidia; evitamento sociale; eccessi; aggressività;  Disputa Delle credenze irrazionali: Mi è di aiuto? Quali prove? È logica?  Credenze efficaci Preferenze flessibili; anti-terribilizzazione; maggiore tolleranza della frustrazione; accettazione di se stessi, degli altri e della vita.  Emozioni funzionali e sane/comportamenti adattivi e utili Preoccupazione; delusione; rabbia sana e fastidio; rimorso e rammarico; tristezza; invidia sana; dolore e dispiacere  

[1] A. Lurija, (1969), Linguaggio e sviluppo dei processi emntali nel bambino. Tr. it. Firenze, Giunti-Barbera, 1975.; L. Vygotskij, (1934), Pensiero e linguaggio. Tr. it., Firenze, Giunti-Barbera, 1966.

[2] R. Di Giuseppe, The implications of the philosophy of science for rational emotive theory and therapy, in Psychotherapy: Theory, Research, Practice, 1986, 23(4), pp. 634-639.

[3] Cfr. AA. VV., Manuale di terapia razionale emotiva comportamentale, Milano, Raffaelo Cortina, 2014, p. 185-191.

[4] Condizioni logiche di partenza: dato che A= enunciato, principio di non contraddizione: ∀x (Ax → ¬◇ (Ax ∧ ¬ Ax) ) = ∀x (Ax →  □ (¬ (Ax ∧ ¬ Ax) ) ); principio del terzo escluso: ∀x (Ax → ¬◇¬ (Ax ∨ ¬ Ax) )= ∀x (Ax → □ (Ax ∨ ¬ Ax); principio di identità ∀x (Ax → ¬◇¬ (Ax→Ax) = ∀x (Ax → □ ( Ax = Ax) ); principio dell’identità degli indiscernibili: ∀x, ∀y (x=y↔∀P (Px↔Py)); pTq = trasformazione dello stato di cose p nello stato di cose q.

[5] (Moriarty, D. L., (2002), “Effects of disputation strategiers in Rational Emotive Behavior Therapy (REBT) on the tratment of depression”. Tesi di dottorato, Hofstra University, New York.)