Diario percettivo

5.0

Dirompente esplosione segnica. Estensione cubica di percezioni geometriche. Oggetti. Cose. Linee. Angoli. Fruttifere disposizioni simmetriche, asimmetriche logiche strutturali. Spazialità, prendersi cura di, esser lanciati verso, occuparsi sempre e comunque di, lasciarsi alle spalle tutto il resto. Ecco chi sei. Promesse diverse, immutabili cosmogonie, il male semplice dell’esser qui presente, ecco cosa sei. Frizzanti bagliori sul pelo dell’acqua, illusioni, frammenti, riflessi aggrovigliati. Resti per ore, sulla riva a vedere. Sigarette monche per terra, lattine ferrose e crespe, carta sporca e sfibrata, polvere, chissà per quanto tempo ancora.

5.1

Prendi il discorso alla larga facendo il giro più lungo del dovuto, farai bene o male, in fin dei conti sei così. Il mondo è tutto ciò che accade lì fuori, l’immagine logica di ciò che accade, qui dentro invece è il pensiero. Ma è davvero mio quel pensiero?

5.2

La guerra inizia. La posta in gioco è vivere, far finta di vivere o morire. Mica una questione da poco. Ma chi, chi è l’avversario? Il mondo? Ma di quale mondo parli? Chi? È l’ultimo mattino che trascorri in questo appartamento. La valigia è già pronta.

5.3

L’abitudine di misurare il grado di realtà di un fatto dal suo grado di utilità. L’oggetto è l’azione che potrai esercitare su di esso. L’immagine delle cose è la sintesi di questa azione. Ti guardi intorno e vedi il letto, la scrivania, una penna, una mosca sul muro, un computer, delle sedie, un tavolo, dei libri: cose.