Diario percettivo

26.0

Zeus detronizzò suo padre Krono, dopo essere stato messo in salvo dalla madre Rea. Anche Krono si scontrò con il padre. Urano odiava tutti i suoi figli e per questo li obbligava a nascondersi nelle viscere di Gea loro madre. Urano e Gea furono generati dal Caos, dio supremo ed onnipresente, padrone del grande buio. Un giorno Gea, avvilita e per liberarsi di Urano che giaceva costantemente su di lei per impedire ai figli concepiti di uscire dal suo grembo, per vendicarsi e per liberarsi di lui, preparò una grande falce che avrebbe dato ad uno dei suoi figli come arma per vendicarsi di quella ignobile tortura. Nessuno ebbe il coraggio di accettare, solo Krono si fece avanti e con la falce tagliò i testicoli di Urano e con il sangue fuoriuscito fecondò nuovamente Gea, che partorì le Erinni, i Giganti e le ninfe. Krono poi gettò i genitali nel mare: attorno bianca la spuma dall’immortale membro sortì, e da essa una figlia nacque: Afrodite. Krono poi sposò Rea ed ebbe numerosi figli. Gli fu predetto, come accadde allo stesso Urano, che uno dei suoi figli lo avrebbe detronizzato e per questo appena nati li inghiottiva. Zeus fu l’unico, che messo in salvo dalla madre, non fu inghiottito e diventato adulto liberò i fratelli costringendo Krono a vomitarli uno ad uno: tutto ciò segnò l’inizio dell’umanità.